Le truppe di cavalleria reclutate nelle regioni sotto la Corona d'Ungheria erano assegnate ai reggimenti K.u.K. Honvédelmi Miniszsterium). Vennero introdotte nuove tattiche di combattimento, già sperimentate sul fronte orientale e sviluppate dai Tedeschi: infiltrazione, ricognizioni offensive, ricognizioni aeree, fuoco di artiglieria controllato e concentrato, ecc. Anche l'armamento era lo stesso per tutti e comprendeva carabina, pistola e sciabola. Di norma, una divisione era formata da due brigate di 2 reggimenti ciascuna. aerostieri, automobilisti, mitraglieri, telegrafisti, ciclisti ecc.) Le reclute erano quasi sempre contadini, robusti e abituati alla vita all'aperto ed al lavoro pesante: le condizioni di vita nell'impero austro-ungarico erano mediamente migliori che nel resto d'Europa e l'istruzione scolastica era veramente obbligatoria per tutti (l'analfabetismo era bassissimo). L'esercito austro-ungarico fece un esteso utilizzo delle bombe a mano, e ne aveva in dotazione una vasta gamma di modelli. Sempre nel 1916 cominciò la distribuzione massiccia di equipaggiamento ersatz (di recupero), imposto dal blocco economico degli Alleati alle Potenze centrali, che stava causando una seria carenza di materie prime: cinture e spallacci in canapa anziché cuoio, baionette senza manico, borracce in latta stagnata e panno, ecc. Al seguito delle unità militari era inoltre costituite delle speciali unità di Polizia Militare (Militärpolizei), con gli stessi compiti delle ronde militari italiane: vigilare sull'ordine e la disciplina dei soldati specie durante le tappe e i trasferimenti, prevenire le diserzioni e gli abusi ai danni delle popolazioni locali. L'esercito italiano andò in pezzi: gli Austro-Tedeschi dilagarono fino al Piave, catturando 300.000 prigionieri, oltre a un immenso bottino di armi e materiali. LE CAUSE. Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918 - Brigate di … All'inizio del Novecento in Europa si respirava un clima decisamente teso. In conseguenza di ciò, nel 1809 l'esercito imperiale cambiò denominazione in Esercito Imperial Regio (kaiserliche koenigliche Armee, o k.k. L'uniforme era la medesima per tutti gli ufficiali sino al grado di colonnello: i generali avevano la giubba a doppio petto di colore grigioazzurro chiaro (Hellblau) e pantaloni blu notte con le caratteristiche doppie bande scarlatte ai lati, colletto dritto e polsini interamente ricoperti di velluto scarlatto e bordati da un passamano di gallone dorato lavorato a onde intrecciate. La modernità delle soluzioni adottate dall'Austria-Ungheria fu tale che il disegno dell'uniforme e degli accessori venne imitato anche da altri eserciti, ad esempio il disegno del berretto da campo fu imitato dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale (Feldmutze M43), la foggia della giubba da campo fu spunto per quella della Wehrmacht (M36 e M40) e di molti stati balcanici. Nel 1916, il Capo di stato maggiore austro-ungarico, Franz Conrad von Hoetzendorf, sferrò in Trentino una potente offensiva denominata Strafexpedition ("spedizione punitiva"). Gli uomini erano reclutati in 103 distretti militari che, sempre nel 1885, permisero all'esercito austro-ungarico di contare su una forza mobilitabile di 1.141.782 uomini, 202.204 cavalli e 1.540 cannoni (escluse le riserve e le truppe di guarnigione)[6]. Alfred Vagts, uno storico tedesco che prestò servizio nella prima guerra mondiale, lo definì come il "dominio del militare sul civile, un'indebita preponderanza di richieste militari, un'enfasi su considerazioni militari". Il 29 aprile 1945 a Caserta fu firmata la resa delle forze tedesche in Italia, che sarebbe stata resa nota ed entrata in vigore il successivo 2 maggio. L'economia dell'Impero Austro-ungarico non era all'altezza di quella dell'Impero Germanico: florida in tempo di pace, era stata messa in ginocchio dallo sforzo bellico e dall'embargo operato dagli Alleati. Nel 1917 viene ufficialmente proibito l'uso al fronte delle variopinte uniformi di cavalleria, ma nelle guarnigioni e nelle caserme gli ufficiali di cavalleria continuarono a vestire di rosso e blu fino alla fine della guerra (e in Ungheria anche negli anni successivi). Armeeoberkommando abbreviato AOK, che a sua volta si coordinava con la k.u.k. L'assegnazione delle reclute (al 20º anno di età) all'esercito comune o a quello nazionale avveniva per estrazione a sorte. [7] I generali avevano paramani e risvolti rosso scarlatto bordati in gallone d'oro, pantaloni blu molto scuro con doppia banda rossa (Lampassen) e giacca grigio-azzurro chiaro, e kepi di feltro nero; la giacca degli ufficiali di stato maggiore era invece verde scuro con paramani e risvolti di velluto nero e pistagne amaranto[7]. Infanterie Regiment Nr. La Heeresgruppe C sfondò la linea Maginot nel giugno 1940. Sul fronte russo, invece (teatro d'operazione che assorbì il 70% delle forze militari austro-ungariche) le truppe austro-ungariche furono presto in difficoltà. Per l'inverno, era previsto un pastrano di panno blu scuro a doppio petto e bottoni scoperti nel colore reggimentale. L'uniforme da campagna M.10 degli ufficiali era simile a quella della truppa, ma prodotta in tessuto di lana Hechtgrau di qualità migliore e più aderente. Era detto in tedesco kaiserliche und königliche Armee (abbreviato in k.u.k. I due stati erano riuniti sotto la figura del capo dello Stato, imperatore d'Austria e re d'Ungheria, Francesco Giuseppe (1830-1916), il quale nella seconda metà del XIX secolo dedicò grandi attenzioni alle forze armate e le riorganizzò profondamente, per farne un apparato militare moderno e dotato di un'industria bellica all'avanguardia per i tempi. Imperiale e Regio, sia dalla Landwehr che dalla Honvéd, era dal 1882 composta da giubba azzurro scuro (Rock M.1882), con colletto dritto e chiuso (Stehkragen) rivestito in panno del colore reggimentale, munita di controspalline e spalline a "salsicciotto" nel colore reggimentale, a un petto, con una fila di 7 bottoni scoperti in zinco o ottone a seconda del reggimento. L'elemento più evidente di tale dottrina tattica è senza dubbio l'elevato impiego dei tiratori scelti da parte dell'esercito imperiale e regio e degli eserciti austriaco e ungherese, durante la prima guerra mondiale, ben più di qualsiasi altro esercito: i tiratori scelti (Scharfschutzen) erano professionisti, quasi sempre sottufficiali, selezionati con grande cura in base all'abilità nel tiro e alla ferrea disciplina. "sostituto ufficiale", equivalente a maresciallo maggiore o luogotenente) era in linea di massima il più alto a cui un militare di truppa potesse aspirare. In questo modo tutto l'insieme zaino-cinturone poteva essere comodamente sfilato e indossato. Ben presto però divenne una forza armata parallela all'esercito comune (k.u.k. 10 "Konig Gustav V von Schweden") oppure 23º Reggimento di Fanteria "Marchese von Baden" (k.u.k. Anche la Honvéd combatté su tutti i fronti durante il conflitto mondiale. Partecipò alle campagne in Italia contro il Piemonte del 1848-49 (prima guerra d'indipendenza italiana), in cui sconfisse le forze del Regno di Sardegna a Novara. I COMANDANTI DEL PASSATO 1° RAGGRUPPAMENTO ALPINO (1923-26) Gen.B. Per soddisfare le pressanti richieste di autonomia degli ungheresi, l'Imperatore Francesco Giuseppe I varò il celebre Ausgleich (Compromesso), che, promulgato il 15 marzo 1867, trasformava l'Impero in una Duplice Monarchia costituita dall'Impero d'Austria e dal Regno d'Ungheria. Nel 1914, l'imperiale e regio esercito era articolato su 16 Distretti militari che riunivano complessivamente 49 divisioni di fanteria (con solitamente 2 brigate ciascuna) e altrettante brigate di artiglieria, più un numero di brigate di cavalleria tra 1 e 2 per Distretto. La giubba aveva i paramani dritti per la Landwehr e l'Esercito comune k.u.k., e a punta per la Honvéd ungherese. Come si vede, gli standard erano severi e ben superiori alla media del tempo e pressoché gli stessi di oggi. L'adozione di cartucce a polvere senza fumo e alcune lievi modifiche portarono al definitivo M.1895 cal. In particolare sul fronte del Trentino e delle Dolomiti, gli Austro-ungarici seppero condurre un'abile guerra di posizione che inchiodò gli italiani attaccanti alle posizioni di partenza. I pantaloni erano grigio-azzurro di modello diverso a seconda dell'appartenenza nazionale (vedi sopra), con filettatura laterale nel colore reggimentale. cit., p. 112. Da questo sistema meccanico (il tipo di caricatore a serbatoio fisso fu adottato anche dall'Italia nel fucile Mannlicher-Carcano mod. Ai piedi si portavano scarponi di cuoio chiodati (Genadelte Schuhe) e fasce mollettiere. Il loro distintivo era un cordone intrecciato (Schutzenschnur) rosso-oro (fanteria) o verde-oro (truppe da montagna) con due pendenti a ponpon, portato alla spalla sinistra. Le colossali armate russe, l'enormità degli spazi e lo scarso spirito combattivo di alcune nazionalità dell'impero trasformarono ben presto quella che era stata annunciata come una marcia trionfale in un sanguinoso scontro di attrito tra i belligeranti. L'imperiale e regio Esercito, così come la Landwehr e la Honvéd, fu sciolto nel 1918 dall'imperatore Carlo alla fine della prima guerra mondiale, liberando i componenti dal rispetto del giuramento di fedeltà prestato al sovrano. Già dal 1912 i soldati austro-ungarici avevano ricevuto un nuovo modello di equipaggiamento, cinturone, spallacci e zaino interamente in cuoio marrone molto razionale e pratico, cui si aggiungeva ora un tascapane in tela grigia e una borraccia da 0,6 lt. in ferro smaltato a fuoco di ottima fattura (i ghiacciai dolomitici spesso restituiscono esemplari in condizioni sorprendentemente buone ancora oggi). Il berretto da ufficiale (Kappi) era di foggia diversa da quello della truppa: era di colore nero, in feltro, con visiera e sottogola di cuoio verniciato nero, e aveva alla sommità della cupola una coccarda in filo dorato con le cifre imperiali (FJI per gli austriaci, IFJ per gli ungheresi). Ai lotti di elmi forniti dalla Germania si aggiunsero quelli prodotti in Austria (riconoscibili per il colore della vernice, marrone anziché grigioverde) e un meno diffuso elmo di concezione austriaca, il Berndorfer, che entrò in servizio nel 1917. I fucili di fanteria erano i modelli "Werndl-Holub M1867", "Muster 1854/67" e "Muster 1862/67" ed erano realizzati in Stiria dall'azienda di stato Oesterreichische Waffenfabrik-Gesellschaft di Steyr, che divenne in seguito tra le più grandi d'Europa per la produzione di materiale bellico. Costituito dal Gruppo d'armate Sud il 26 ottobre 1939, ottenne il controllo del fronte occidentale nella regione di Eifel-Hunsrück. I reggimenti di fanteria si distinguevano fra loro dalla combinazione del colore delle mostrine (Kragenspiegel) cucite sul bavero (dritto) e dei bottoni. A seguito della colonizzazione britannica i Maori persero gran parte delle loro terre, ma non cercarono comunque mai l’integrazione con altre etnie. Allerhochster Oberbefehl) da cui dipendeva direttamente lo stato maggiore delle Forze armate (Armee Ober Kommando, o AOK), per far fronte a una crisi potenzialmente fatale, dovette rivedere profondamente le sue procedure tattiche e logistiche. L'addestramento era meticoloso e durava non meno di 12 ore al giorno per le reclute. Armee), ereditando però struttura, organizzazione, tradizioni dall'antico apparato militare precedente. Gli ufficiali delle truppe da montagna (Landes-/Kaiserschützen e Gebirgsschützen) portavano sulle giubbe, inoltre, delle controspalline (Schulterklappen) di gallone d'argento larghe 36mm (per tenenti e capitani) o 54mm (per maggiori e colonnelli), bordate da velluto verde erba, recanti al centro le cifre imperiali coronate, ricamate in filo dorato e fermate da un bottone col numero del reggimento, posto a 13mm dal colletto della giubba. Nell'ultimo anno di guerra ciò divenne normale. Nel 1915 fu prodotta una nuova giubba da campo, di colore grigio-verde chiaro, con colletto rivoltato anziché dritto, sempre con le mostrine colorate reggimentali denominata M.15. Venivano addestrati con grande scrupolo e dotati di fucili selezionati, con munizioni speciali, non di rado modelli civili da caccia, dotati di cannocchiali da 2,5 o 4 ingrandimenti di produzione austriaca (era la prima volta che venivano realizzate armi con ottica di precisione veramente affidabili ed efficienti), tarati con meticolosa cura. I paramani (Armelaufschläge) erano dello stesso colore delle mostrine e, per gli ufficiali dal grado di maggiore in su, erano bordati da un gallone operato argentato (Distinktionsbörte) largo 33mm. GUERRA MONDIALE . Le tre specialità rimanenti (Dragoni, Ussari e Ulani) differivano solamente per l'uniforme e per la provenienza regionale, ma in battaglia operavano tutti e tre nello stesso ruolo: esplorazione, pattugliamento, inseguimento del nemico, sicurezza dell'esercito in marcia. I reggimenti su cui era organizzata la Fanteria dell'i. Faceva parte del Genio imperiale e regio anche il reggimento telegrafisti con base a St. Poelten, su 4 battaglioni telefonisti e telegrafisti. Ma vennero acquistate anche molte armi all'estero: in particolare le mitragliatrici danesi Madsen e i moschetti automatici tedeschi MP18, utilizzati dalle Sturmtruppen (truppe d'assalto). Nel 1914 ai soldati di fanteria vennero distribuiti picchetti e teli da tenda, gavette ed equipaggiamento da campo in buona quantità. Sia gli ufficiali superiori che quelli inferiori vestivano un'uniforme degli stessi colori della truppa. All'Ungheria vennero accordate ampie autonomie, rendendola uno Stato nominalmente separato, con parlamento, governo, leggi, finanze e forze armate proprie (Magyar királyi honvédség), gestite ed amministrate da un apposito ministero della difesa magiaro (m.k. Analogamente all'Esercito Comune Imperiale e Regio ed alla Landwehr, anche la Honvéd in quanto esercito nazionale ungherese disponeva di artiglieria, cavalleria, servizi e Corpi ausiliari nonché di scuole, accademie e amministrazione e giustizia militare sue proprie. L'artiglieria imperiale e regia, che aveva la stessa organizzazione tattica dell'artiglieria Landwehr e Honvéd, era organizzata in reggimenti, assegnati alle Divisioni dell'Esercito, e in brigate assegnate ai Corpi d'Armata[4]. Francesco Giuseppe I considerava le forze armate una proprietà di famiglia, e sotto il suo regno (durato ben 68 anni) le forze armate erano state oggetto di grande attenzione: l'Imperatore si occupò personalmente dell'industria degli armamenti, della conservazione delle tradizioni e del retaggio dell'Armata Austriaca, aumentando ulteriormente il già notevole prestigio dell'istituzione militare. Ne furono equipaggiate intere divisioni. Dalla Landwehr dipendeva anche il Landsturm, la milizia territoriale formata dai riservisti mobilitati in caso di guerra. Kriegsministerium). Cosa ancora più importante, la fabbrica di armi di Josef Werndl, ideatore dell'arma, divenne la Österreichische Waffenfabriksgesellschaft con sede a Steyr e posta sotto il controllo dello Stato. Gli Ulani erano reclutati in Galizia, Boemia e Croazia. Il grado di Offizier-Stellvertreter (lett. I distintivi di grado venivano sempre portati sul colletto ma le stellette erano ora in celluloide grigio scuro, meno visibili. Landwehr), dall'esercito nazionale reale ungherese (k.u. Il nostro primo post è dedicato a una delle più rare fra quelle concesse durante il più sconvolgente conflitto nella storia dell'umanità, l'ordine della Vittoria dell'Unione Sovietica. Nel 2008 la BBC ha mandato in onda il suo documentario Russia: A Journey to the Heart of a Land and its People, tratto dal suo omonimo saggio. La Heeresgruppe C fu costituito il 26 agosto 1939 sulla base dello Heeresgruppenkommando 2 di Francoforte sul Meno. Voci su unità militari presenti su Wikipedia, Ordine di battaglia nella prima guerra mondiale, Composizione e reclutamento dell'esercito. Il gruppo d'armate C fu costituito nuovamente il 26 novembre 1943 con il personale dello stato maggiore dello Oberbefehlshabers Süd (comando supremo del fronte meridionale) della Luftwaffe. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e, nel 1917, comandando interinalmente il 73° Btg. Heer) vi erano ben 11 nazionalità diverse (austriaci, ungheresi, boemi, slovacchi, polacchi, ruteni, rumeni, italiani, croati, sloveni, bosniaci), con 9 lingue ufficialmente riconosciute (tedesco, ungherese, sloveno, croato, ceco, rumeno, ruteno, italiano e polacco) e 5 religioni (cattolica, protestante luterana, musulmana, ortodossa, ebraica). Durante la prima guerra mondiale combatté su tutti i fronti. Le Forze armate dell'Africa Orientale Italiana, abbreviate FF.AA."A.O.I. A capo dell'esercito ungherese, che reclutava le sue truppe solamente nei confini del Regno d'Ungheria ed aveva strutture logistiche e organizzative sue proprie, vi era ovviamente l'Imperatore in quanto Re d'Ungheria. A detta dei reduci, gli elmi non erano però così diffusi quanto si crede, e in effetti un'analisi delle foto d'epoca mostra che in combattimento solo il 50% dei soldati austro-ungarici li calzava. I pezzi erano tirati ciascuno da 4 cavalli, pertanto un reggimento aveva (sulla carta) 100 cavalli da tiro (96 per i pezzi e 8 di riserva), e 24 da sella. Ciò fu un elemento di grande importanza nel determinare la qualità della truppa. Fino al 1866 il regolamento militare prevedeva ancora le frustate e le vergate, e nel 1918 era ancora in uso la legatura. Durante la prima guerra mondiale sulle mostrine vennero riportate anche le insegne di specialità (ad es. Decorazioni, medaglie, ordini cavallereschi e insegne in genere dovevano essere portate sul petto della giubba a sinistra, in ordine di importanza stabilito dal regolamento, con tutte le uniformi, anche in combattimento. L'apparato militare austro-ungarico era costituito dall'imperiale e regio Esercito (in comune a tutto l'Impero austro-ungarico), dall'esercito nazionale imperialregio austriaco (k.k. Nel 1906 venne nominato capo di stato maggiore il generale d'armata Franz Conrad von Hötzendorf, destinato a mantenere quella posizione con interruzioni fino a marzo 1917 quando fu sollevato dal suo incarico e sostituito da Arthur Arz von Straussenburg. DI BATTAGLIONE DURANTE LA 1^ E 2^ GUERRA MONDIALE Capitano CAMPESATO Augusto 24-5-1915 13-6-1915 Maggiore ... COMANDANTI DI BATTAGLIONE DURANTE LA 1^ E 2^ GUERRA MONDIALE JXTC Adventure - шаблон joomla Mp3 Fai clic qui. Già dal 1866 era stato inaugurato un sistema di servizio militare obbligatorio per tutta la popolazione dell'Impero che venne definito nel 1868 con una serie di concordati validi per l'Austria e l'Ungheria. Tutta la cavalleria austroungarica aveva l'uniforme composta da giubba azzurra e pantaloni rossi per tutte le specialità tradizionali, anche se giubba e pantaloni variavano nel taglio tra le diverse specialità. I comandi e le comunicazioni di servizio, così come i documenti di ogni tipo e categoria, dovevano invece essere in tedesco, che tutti erano tenuti per legge a comprendere almeno in forma elementare[8]. Figura di primo piano nello sviluppo e ammodernamento dell'imperiale e regio Esercito fu l'Imperatore. Almeno due manovre all'anno erano previste, e ai soldati veniva imposta una cura assidua del proprio alloggio e della propria persona. Le uniformi di gala erano poi addirittura sontuose, costosissime e tra le più eleganti del mondo, all'epoca. ORDINAMENTO DEL REGIO ESERCITO ITALIANO ALL'ATTO . Sui bottoni era sempre riportato il numero del reggimento, in cifre arabe per i Feldjäger e i reggimenti Landwehr, e cifre romane per gli altri. I soldati italiani li chiamavano "cecchini", dal nomignolo "Cecco Beppe" con cui era soprannominato l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe I; e da allora, il termine "cecchino" è diventato sinonimo di "tiratore scelto". In caso di mobilitazione, ciascun Distretto mobilitava le forze in servizio e in congedo nel suo territorio, e formava un Corpo d'Armata che, così mobilitato, veniva inviato al fronte autonomamente, secondo piani prestabiliti. Vi sono inoltre numerose tavole descrittive di battaglie navali e terrestri nonché, a conclusione, un glossario che riporta il significato di acronimi e concetti militari, la filmografia sui Grandi Comandanti della Seconda Guerra Mondiale e, infine, una corposa bibliografia completata da siti web dedicati alla specifica materia. Ma mentre gli Italiani si erano ormai pienamente ripresi, assistiti da imponenti forniture belliche, gli Austro-ungarici soffrivano terribilmente del blocco economico degli Alleati che isolava l'Impero dall'esterno. Ogni civile era tenuto a portare rispetto e obbedienza a chiunque portasse un'uniforme (la portavano anche gli studenti) e il trattamento economico dei militari era buono, paragonato alla media europea. Speciali distintivi vennero introdotti da conferire ai migliori lanciatori di bombe a mano, e l'istruzione sul lancio delle bombe era parte integrante dell'addestramento militare. Heinz Wilhelm Guderian (Kulm, 17 giugno 1888 – Schwangau, 14 maggio 1954) è stato un generale d'armata tedesco. Ne risultò un'uniforme dal taglio tipicamente austriaco (tasche applicate con patta a "zampa d'oca", controspalline, bottoniera scoperta, colletto rivoltato ecc) ma dal colore grigioverde. Similmente gli sciaccò degli Ussari ungheresi persero il loro trofeo di crine di cavallo e le uniformi blu rutilanti di cordoni dorati diventarono grigioverdi. Detta magyàr kiràly honvédség in ungherese, gestita dal ministero della difesa del regno d'Ungheria[4], i cui reparti venivano preceduti dalla locuzione "regio ungherese" (königlich ungarisch -k.u. Ma, sempre secondo i reduci, "erano molto utili sotto la pioggia". Costruito in milioni di esemplari, il M.1895 restò in servizio fino al 1945 e, in alcuni Stati balcanici, anche oltre. Il quartier generale ( NDHQ ) è a Ottawa , dove si riunisce sia il Ministero della difesa e i comandanti delle forze armate . Nel 1917, dopo le moltissime segnalazioni circa la notevole appariscenza dell'uniforme in battaglia, venne adottata una nuova mostreggiatura: furono abolite le mostrine di panno colorato rettangolare, giudicate troppo vistose, sostituite da delle semplici strisce verticali larghe 1 cm da cucire a 10 cm dal bordo del colletto. Basso Isonzo, Carso, Trieste. La prima guerra mondiale Le operazioni iniziali della prima guerra mondiale , iniziate con la mobilitazione dell'Esercito imperial regio unitamente alla Landwehr e alla Honvéd, videro le forze armate austro-ungariche dominare la situazione sul fronte serbo, dove la disparità di forze risolse rapidamente a favore dell'Austria le operazioni. Il 21 giugno 1941 fu ridenominata in Heeresgruppe Nord. Nel corso del conflitto, gli arsenali Škoda di Plzeň produssero dei modelli di cannoni e obici tra i più moderni ed efficaci dell'epoca, come l'obice M.14 e M.16 e il cannone M.15. Infanterie Regiment n. 23 "Markgraf von Baden"). Fu il canto del cigno delle imperiali e regie armate: non c'erano ormai più le riserve e le scorte necessarie per sfruttare la clamorosa vittoria e ripianare le perdite che erano state comunque pesanti. Questa sezione è ancora vuota. Reclutato uniformemente su tutto il territorio dell'Impero, l'esercito comune dipendeva dal Ministero della Guerra della duplice monarchia[4] (k.u.k. Il primo inverno di guerra (1914/15) vide, sul fronte orientale, un florilegio di espedienti contro il freddo non appena ci si accorse che il pastrano di lana non bastava neanche lontanamente a garantire il riparo dal terribile inverno russo. I Comandanti ed ufficiali possono scegliere a quali operazioni la propria squadriglia parteciperà, muovere le forze in tempo reale sul campo e iniziare le battaglie. Era caratteristico l'alto elmo crestato in cuoio nero, detto Dragonenhelm. All'atto della sua costituzione, nel 1867 (vedi sopra), l'esercito imperiale e regio era ancora dotato degli obsoleti fucili ad avancarica Lorenz M.1854, nati già vecchi, e la disastrosa guerra del 1866 contro la Prussia dimostrò quanto fossero necessarie armi moderne, sia per la fanteria che per l'artiglieria. esercito canadese seconda guerra mondiale. Lo sconfitto esercito serbo, compreso il comandante in capo Radomir Putnik, affrontò una penosa ritirata attraverso la Bosnia venendo poi tratto in salvo in Montenegro dalla Regia Marina italiana nel 1916. Volontario con un anno di servizio dichiarato idoneo a fare le veci di un, L'Imperial regio Esercito austro-ungarico al fronte italiano (1915-1918), L'artiglieria austro-ungarica nella grande guerra, Gli ufficiali della monarchia asburgica. Successivamente anche all'altra entità nazionale della Duplice Monarchia, ossia l'Impero d'Austria, venne concesso uguale diritto: nacque così la terza forza armata dell'Impero, la kaiserlich königliche Landwehr (Difesa Territoriale Imperialregia). Il comando del gruppo d'armate C, che fungeva contemporaneamente da comando supremo del fronte sud-occidentale (Oberbefehlshaber Südwest), fu schierato in Italia e assegnato al feldmaresciallo Albert Kesselring. Ogni corpo d'armata, eccezion fatta per il XIV che era formato da una divisione alpina e da una della milizia tirolese (Landesschützen), era costituito da due divisioni regolari e da una della milizia territoriale; così impostato in tempo di pace l'esercito contava 36 divisioni di fanteria, di cui cinque dette "nominali" perché formate solo al momento della mobilitazione. L'addestramento alla scherma di sciabola era impartito, ma quello all'uso del fucile era ormai ovviamente molto più importante. L'Esercito Imperiale venne mantenuto in servizio mutando denominazione in "Imperiale e regio Esercito", per distinguerlo dalle altre due forze armate e sottolineare il fatto che traeva il suo personale, sia professionale che di leva, da tutto il territorio dell'Impero e da tutte le nazionalità in esso comprese. Il regolamento prevedeva che l'uniforme da campagna degli ufficiali fosse confezionata in gabardine di lana pettinata, ma durante il conflitto gli ufficiali portavano assiduamente l'uniforme della truppa con solo le insegne di grado a distinguerli. A ciascun reggimento venne assegnata una batteria di cannoni contraerei e una di lanciamine. che vennero introdotte durante il conflitto. L'imperiale e regio esercito[1] era l'esercito comune dell'Impero austriaco (succeduto nel 1806 al Sacro Romano Impero). I Feldjager avevano come distintivo un piccolo corno da caccia sulle mostrine. Le mostrine riportavano inoltre i distintivi di grado, costituite da stellette a sei punte di celluloide o metallo per i graduati di truppa, e bordate da un gallone di filo d'alluminio argentato o dorato, per i sottufficiali. Sebbene più carico dei suoi avversari russi e italiani, il soldato austro-ungarico era certamente equipaggiato e vestito meglio. Nel 1910, per tutte le truppe fu introdotta una pratica uniforme da campo di colore grigio cenere (Hechtgrau, lett. Sul berretto, alla sommità della cupola, era fissata una coccarda metallica con le cifre imperiali (FJI, cioè Franz Josef I per la Landwehr e l'esercito comune imperiale e regio, IFJ per la Honvéd ungherese). Quando le condizioni delle armate austroungariche non furono più sostenibili, a causa anche della disgregazione politica dell'Impero (il 31 ottobre 1918 l'Ungheria aveva dichiarato la secessione e ritirato le proprie truppe) e dei continui ammutinamenti causati dalla fame che attanagliava l'intero esercito, venne stipulato l'armistizio con l'Italia del 3 novembre 1918 che entrò in vigore il giorno successivo. dell’Esercito Italiano alla Prima Guerra Mondiale (1861-1918), Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 1991, p. 934. Gemeinsame Armee) erano l'esercito nazionale austriaco e l'esercito nazionale ungherese, secondo la legge per la difesa del 1868. Gli elmi da Dragone e le Czapka degli Ulani vennero perciò rapidamente muniti di apposite foderine di tela grigia e chi non ne aveva una non esitò a verniciare direttamente l'elmo di grigioverde. I Maori furono i primi uomini ad arrivare in Nuova Zelanda, quando vi giunsero attorno al 1000-1300 d.C., provenienti dalla Polinesia. Alla vigilia della guerra mondiale si scelse di modernizzare ulteriormente l'uniforme e, per motivi di tempo e risparmio, malgrado gli esperimenti avessero suggerito l'adozione di un'uniforme di colore bruno, simile a quello britannico e a quello adottato dall'Ungheria nel dopoguerra, fu estesa a tutte le truppe di fanteria l'uniforme da campo della Landwehr austriaca. Comandanti Prima formazione. Ciascun reggimento disponeva di un'officina da campo mobile e di un parco automezzi. ancora A. GIONFRIDA, Guida Generale, cit., pp. Alla coccarda era fissato un cappietto di doppio gallone dorato screziato di nero che scendeva verticalmente fino al sottogola, fermato da un bottoncino dello stesso colore di quello della giubba. Abele Piva 1° BRIGATA ALPINA (1926-34) Gen.B. Era prodotta in panno di lana di buona qualità (che durante la guerra peggiorò molto) ed era composta di giubba a collo chiuso e dritto (Stehkragen) con controspalline amovibili, di cui la controspallina destra presentava all'esterno un rotolo di stoffa cucito strettamente (Schulterrolle) che serviva a impedire che la cinghia del fucile scivolasse. I Dragoni inquadravano le reclute di cavalleria dei distretti militari austriaci, detti anche Cisleithani (dell'Esercito comune e della Landwehr). I Reggimenti della Landwehr, a differenza di quelli dell'Esercito imperiale e regio, avevano tre battaglioni anziché quattro; per il resto erano organizzati in modo identico. Heer) con materiali e personale spesso migliori. Ha firmato diversi volumi, La battaglia decisiva della seconda guerra mondiale è il primo pubblicato in Italia. La riforma militare conseguente al Compromesso (Ausgleich) del 1867 portò all'adozione di uniformi militari più pratiche ed adatte ai tempi: nondimeno, la nuova uniforme austro-ungarica risultò un felice connubio di praticità ed eleganza. Nell'imperiale e regio esercito, infatti, lo stesso colore reggimentale era portato da 4 reggimenti: un reggimento austriaco con i bottoni argentati, un reggimento austriaco con i bottoni dorati, un reggimento ungherese con i bottoni argentati e un reggimento ungherese con i bottoni dorati.