Parafrasi Analisi Canzone di datazione incerta, è probabilmente ideato verso il 1819, a fianco degli altri Idilli, ma viene completato, con ogni probabilità, solo nell’autunno del … Dall'alto della torre del vecchio campanile, tu, passero solitario, erri per la campagna cantando finché viene sera; e l'armonia regna nella tua valle. Nella prima parte (vv.1-44) Leopardi fa un paragone tra il passero e lui stesso.L’uomo, come il passero, vive in solitudine: il passero vive solitario ed appartato dagli altri uccelli, lo stesso fa il poeta, che si isola dagli altri uomini, vivendo solitario e appartato. Il tema dell’inutilità della vita quando questa non ispira più nulla a chi ci circonda è dello Zibaldone (1 luglio 1827). Il passero solitario è una poesia di Leopardi di datazione incerta, scritta probabilmente intorno al 1829 e pubblicata per la prima volta nell’edizione dei Canti del 1835. Tu, solitario uccellino, arrivato alla fine della vita che il destino ti concederà, non ti lamenterai certamente di come hai vissuto; perché ogni vostro desiderio è frutto della natura. Il poeta è consapevole di essere diverso dagli altri ma non se ne chiede le ragioni, limitandosi ad analizzare e descrivere la propria condizione di vita e a prevederne l’inevitabile catastrofe, quando «sconsolato» non potrà che rimpiangere il passato non vissuto. La primavera splende intorno nell'aria e trionfa nella rinascita dei campi, tanto che, a mirarla, commuove il cuore. Si sentono le pecore belare, le vacche muggire; e gli altri uccelli, contenti, volteggiano a gara nel cielo sereno, intenti solo e di continuo a festeggiare la stagione più bella per loro: tu, invece, guardi il tutto stando in disparte pensieroso; non cerchi compagni, non t'importa dei voli, non ti curi dell'allegria, eviti i divertimenti, canti solamente e così trascorri il periodo migliore dell'anno e della tua vita. che ribombano da lontano, di villa in villa. Tra i più famosi componimenti del poeta Leopardi, vediamo oggi insieme l’analisi del testo e la parafrasi de “Il passero solitario”. Sollazzo e riso,Della novella età dolce famiglia,E te german di giovinezza, amore,            20Sospiro acerbo de' provetti giorni,Non curo, io non so come; anzi da loroQuasi fuggo lontano;Quasi romito, e stranoAl mio loco natio,                    25Passo del viver mio la primavera.Questo giorno ch'omai cede alla sera,Festeggiar si costuma al nostro borgo.Odi per lo sereno un suon di squilla,Odi spesso un tonar di ferree canne,            30Che rimbomba lontan di villa in villa.Tutta vestita a festaLa gioventù del locoLascia le case, e per le vie si spande;E mira ed è mirata, e in cor s'allegra. Il passero solitario Fu composto negli anni più tardi, al tempo dei "Grandi Idilli" - Parafrasi Il passero solitario - Blog Appunti quiete dopo la tempesta 10/09/2006: Parafrasi le Ricordanze di Leopardi 10/09/2006: Parafrasi Il passero solitario 10/09/2006: Parafrasi A Silvia 10/09/2006: Analisi ultimo canto di Saffo 10/09/2006 (Tu passero) Odi greggi belare, odi armenti muggire; o passero solitario, canti continuamente. il passero solitario riassunto. Il canto è diviso in tre strofe; la prima e la seconda in cui è posto il confronto fra il passero solitario ed il poeta, la terza che ne sottolinea una diversità. 16 Costruzione vv. 2 Alla singolarità dell’animale - dal punto di vista ornitologico, si tratta di un Monticula solitarius, più grosso del passero comune e dal caratteristico colore azzurino, e che appunto rifiuta la vita in gruppo - si affianca la memoria letteraria da un sonetto di Petrarca (Canzoniere, CCXXVI, Passer mai solitario in alcun tetto). Parafrasi. Dalla cima dell’antica torre, o passero solitario, continui a cantare rivolto verso la campagna, finché non si fa sera e il suono melodioso si diffonde in questa valle. L’analogia fra il poeta e il passero solitario è fondata su un tratto che li accomuna: la solitudine, subìta dal poeta, scelta volontariamente dal passero. ammira ed è ammirata, e si rallegra nel cuore. Il divertimento e la gioia, che sono la compagnia dolce e inseparabile della giovinezza, e l'amore, fratello della giovinezza e rimpianto amaro dell'età matura, io non curo, non so perché; trascorro la mia giovinezza solitario e quasi estraneo al mio luogo nativo. Probabilmente scritta nel biennio 1829-1830, “Il passero solitario” è una delle più famose poesie di Giacomo Leopardi. Tra i più famosi componimenti del poeta Leopardi, vediamo oggi insieme l’analisi del testo e la parafrasi de “Il passero solitario”. [v.4] Che di quest'anni miei? La poesia fu composta negli anni più tardi, al tempo dei “Grandi Idilli” ,ma da Giacomo Leopardi fu posta alla fine delle canzoni filosofiche, quasi a segnare il distacco dalle liriche precedenti, ed introdurre nei “Canti” una delle voci più nuove del poeta. Composta tra il 1832 e il 1835 ha per tema principale la solitudine e l’isolamento esistenziale che portano il poeta al rimpianto tardivo per una giovinezza non vissuta né goduta. Leopardi, Giacomo - Il passero solitario (4) Appunto di Italiano sulla parafrasi “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi. È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo… È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo… Parafrasi. Introduzione, parafrasi ed analisi del testo della poesia di Leopardi, Il passero solitario… Continua, Il passero solitario: analisi, spiegazione delle figure retoriche e temi della lirica di Giacomo Leopardi… Continua, Analisi delle rime e figure retoriche e commento della poesia Il passero solitario di Giacomo Leopardi che fa parte della raccolta "Canti"… Continua, Analisi del testo, figure retoriche e commento della poesia "Il passero solitario" di Giacomo Leopardi… Continua, Commento alla poesia "Il passero solitario" di Giacomo Leopardi… Continua, Gli altri augelli contenti, a gara insieme, Tu solingo augellin, venuto a sera            45, A me, se di vecchiezza                    50. per l’aperta campagna finché non tramonta il sole; e così si spande l’armonia per questa valle. Intorno splende la primavera nell’aria, e trionfa per i campi, così che a guardarla si intenerisce il cuore. Introduzione . D’in su la vetta della torre antica,            1Passero solitario, alla campagna Cantando vai finchè non more il giorno;Ed erra l'armonia per questa valle.Primavera dintorno                    5Brilla nell'aria, e per li campi esulta,Sì ch'a mirarla intenerisce il core.Odi greggi belar, muggire armenti;Gli altri augelli contenti, a gara insiemePer lo libero ciel fan mille giri,                10Pur festeggiando il lor tempo migliore:Tu pensoso in disparte il tutto miri;Non compagni, non voli,Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;Canti, e così trapassi                    15Dell'anno e di tua vita il più bel fiore. A me, invece, se non ottengo di evitare l'odiosa soglia della vecchiaia, quando i miei occhi non diranno o più nulla al cuore degli altri e il mondo apparirà loro privo di senso, e l'indomani più noioso e cupo dell'oggi, che cosa penserò della mia voglia di solitudine? parafrasi: I strofa (vv.1-16) - Dalla cima della torre antica, passero solitario, tu canti ripetutamente verso la campagna, finché il giorno non termina (non more) e si diffonde l’armonia [di quel canto] per questa valle. Leopardi, Giacomo - Il passero solitario (4) Appunto di Italiano sulla parafrasi “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi. Il passero solitario è un animale che ama trascorrere la sua vita da solo ed il poeta sente di assomigliargli perché anch’egli preferisce starsene in solitudine e non ama la compagnia dei suoi coetanei. È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo… T13 Il passero solitario Canti, 11 Composta probabilmente nel 1829 (ma alcuni critici la datano dopo il 1831), nell’edizione napoletana dei Canti del 1835 questa lirica verrà posta da Leopardi come premessa ai “piccoli idilli” scritti tra il 1819 e il 1821, forse perché a quegli anni risale la sua prima ideazione. 15 di natura è frutto ogni vostra vaghezza: Leopardi intende che l’inclinazione (la “vaghezza”) degli animali, anche se li spinge alla vita solitaria come nel caso del passero, è tuttavia un “frutto” della natura stessa, a differenza di quanto accade per il poeta, che cerca volontariamente l’esilio dalla cerchia degli altri uomini. 8 Costruzione vv. Intorno splende la primavera nell’aria, e trionfa per i campi, così che a guardarla si intenerisce il cuore. Tu, solitario uccellino, quando giungerai alla fine dell'esistenza che a te concederà il destino, certo non ti dispiacerai del tuo modo di vivere; perché ogni vostro desiderio deriva da un istinto naturale. - Il passero viene descritto: solitario (v .2), pensoso (v.12), solingo (v .45) - il poeta viene descritto: solitario (v .36), romito, e strano / al mio loco natio (v v.24-25) Il canto è diviso in tre strofe in cui le figure del passero e del poeta sono accomunate dalla Il passero solitario è un animale che ama trascorrere la sua vita da solo ed il poeta sente di assomigliargli perché anch’egli preferisce starsene in solitudine e non ama la compagnia dei suoi coetanei. Tutta la poesia è incentrata su analogie, più o meno palesi, fra il passero solitario … Dall'alto della torre del vecchio campanile, tu, passero solitario, erri per la campagna cantando finché viene sera; e l'armonia regna nella tua valle. METRO. Dalla cima dell’antico campanile. Il Passero solitario è un idillio, ovvero una composizione pastorale, scritta da Giacomo Leopardi. “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi Tematiche. Che cosa di questi anni giovanili? La primavera brilla tutt'intorno e si manifesta sui campi così vividamente che il cuore si intenerisce. Il passero solitario di Giacomo Leopardi, Appunto di italiano per le scuole superiori che descrive e riporta l'analisi generale della celebre poesia di Giacomo Leopardi. Canzone di datazione incerta, è probabilmente ideato verso il 1819, a fianco degli altri Idilli, ma viene completato, con ogni probabilità, solo nell’autunno del 1830, a Firenze, comparendo quindi nell’edizione napoletana dei Canti (1835). Primavera dintorno Brilla nell'aria, e per li campi esulta, Sì ch'a mirarla intenerisce il core. Parafrasi: Tu, passero solitario, dalla vetta della torre antica vai alla campagna, cantando, finché il giorno non muore; e la melodia del tuo verso si espande nella valle. Oimè, quanto somigliaAl tuo costume il mio! Testo della poesia con a fronte la parafrasi e approfondimento figure retoriche Parafrasi Il passero solitario di Giacomo Leopardi È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo il suo ritorno a Recanati. 12 rimota parte: come s’è detto nella nota 1, l’ambientazione del Passero solitario è ad ovest della cittadina di Recanati. La primavera splende intorno nell'aria e trionfa nella rinascita dei campi, tanto che, a mirarla, commuove il cuore. Il passero solitario di Leopardi: parafrasi IL PASSERO SOLITARIO COMMENTO. 1 Si tratta del campanile - nota anche come “Torre del Passero solitario” - della chiesa recanatese di Sant’Agostino, risalente al XIII secolo e situata ad occidente della cittadina marchigiana. Il passero solitario è una poesia di Giovanni Pascoli pubblicata per la prima volta su Fiammetta in data 18 ottobre 1986 e poi inserita nella quarta edizione di … Il passero solitario è dunque un ritratto di Leopardi da giovane con una ipotesi conclusiva sul Leopardi invecchiato; un autoritratto fondato sulla solitudine e nello stesso tempo sull’eccezionalità del personaggio. 35Io solitario in questaRimota parte alla campagna uscendo,Ogni diletto e giocoIndugio in altro tempo: e intanto il guardoSteso nell'aria aprica                    40Mi fere il Sol che tra lontani monti,Dopo il giorno sereno, Cadendo si dilegua, e par che dicaChe la beata gioventù vien meno. il Passero solitario di Giacomo Leopardi Poesia "il Passero solitario" di Giacomo Leopardi Tags: Amore D'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna Cantando vai finché non more il giorno; Ed erra l'armonia per questa valle. La primavera brilla tutt'intorno e si manifesta sui campi così vividamente che il cuore si intenerisce. il passero solitario parafrasi di Giacomo Leopardi Dall’alto della torre del vecchio campanile, tu, passero solitario, erri per la campagna cantando finché viene sera; e l’armonia regna nella tua valle. Biografi di Leopardi riportano testimonianze secondo cui il campanile era effettivamente abitato da un “passero solitario”. Io, invece, uscendo da solo in questa parte della campagna lontana dall'abitato, rimando ad altro tempo ogni gioco e divertimento: e intanto il sole mi ferisce lo sguardo perso per l'aria luminosa, (il sole) che tramontando scompare tra i monti lontani, dopo una giornata serena, e dileguandosi sembra annunciare che la beata gioventù sta finendo. Il passero solitario: introduzione. PARAFRASI. Il passero solitario di Leopardi: analisi, parafrasi, commento e testo annotato di uno dei capolavori dell'autore di Recanati. Il passero solitario di Giacomo Leopardi: introduzione, testo, metrica, parafrasi, commento e analisi. Parafrasi: Tu, passero solitario, dalla vetta della torre antica vai alla campagna, cantando, finché il giorno non muore; e la melodia del tuo verso si espande nella valle. Che di me stesso? 39-44: “e intanto il Sol, steso nell’aria aprica [nel cielo terso e sgombro di nuvole], che tra lontani monti, dopo il giorno sereno, cadendo si dilegua [cioè, tramonta dietro gli Appennini], mi fere [mi ferisce] il guardo [gli occhi], e par che dica che la beata gioventù vien meno [che se ne va anch’essa]”. PARAFRASI. (Tu passero) Odi greggi belare, odi armenti muggire; Tu, solitario uccellino, quando giungerai alla fine dell'esistenza che a te concederà il destino, certo non ti dispiacerai del tuo modo di vivere; perché ogni vostro desiderio deriva da un istinto naturale. A differenza di quanto accade nei canti pisano-recanatesi, in questa poesia l’infelicità del poeta resta un fatto individuale, una condizione di vita che riguarda solo lui, suo malgrado. Le poesie di Giacomo Leopardi: IL PASSERO SOLITARIO.Le videopoesie di Gianni Caputo “Il passero solitario” di Leopardi: parafrasi e analisi del testo Tra i più famosi componimenti del poeta Leopardi, vediamo oggi insieme l’analisi del testo e la parafrasi de “Il passero solitario”. Il Passero solitario fu composto probabilmente a partire dal 1831. L’idea risale certamente al 1820, ma il componimento deve essere stato scritto o completato molto dopo (fra il 1829 e il 1835). Leopardi, Giacomo - Il passero solitario (4) Appunto di Italiano sulla parafrasi “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi. Ah, mi pentirò, e più volte mi rivolgerò sconsolato al passato. Ma l’analogia serve anche a fondare una differenza fra il poeta e il passero: quella che per il passero è una scelta necessaria e indolore, perché indotta dalla natura, per il poeta è una sorta di costrizione dolorosa. Il passero vive solitario e pensoso contempla il volteggiare gioioso dei compagni nel libero cielo, canta in disparte sull’arte della torre, mentre tutto il paese è in festa esce solitario alla campagna con la primavera che brilla nell’aria, mentre ogni cosa sembra far festa rimandando ogni gioco ed ogni diletto. Introduzione . In tal senso, il testo è stilisticamente e contenutisticamente affine alla stagione dei “grandi idilli”. Giacomo Leopardi Il passero solitario parafrasi e commento . Probabilmente scritta nel biennio 1829-1830, “Il passero solitario” è una delle più famose poesie di Giacomo Leopardi. PARAFRASI. https://www.sololibri.net/il-passero-solitario-Leopardi-parafrasi-analisi.html dell’anno e di tua vita il più bel fiore. Il passero solitario di Leopardi: parafrasi IL PASSERO SOLITARIO COMMENTO. 6 Rimando al noto sonetto petrarchesco Zefiro torna, e 'l bel tempo rimena (Canzoniere, CCCX), vv. 10 Il termine allude al suono felice delle campane a festa. La primavera splende tutt'intorno e si manifesta trionfalmente nel rigoglio dei campi: a contemplarla nella sua bellezza il cuore si riempie di tenerezza. 17 Il tema del rimpianto per non aver vissuto pienamente viene dallo Zibaldone (Leopardi ne parla in una nota del 5 novembre 1823) ed è recuperato dall’Arcadia (1504) di Jacopo Sannazaro. 9 romito: il termine fa parte di quelli identificati da Leopardi stesso nello Zibaldone come voci “tutte poetiche per l’infinità e la vastità dell’idea”. IL PASSERO SOLITARIO: PARAFRASI. 3 I versi che descrivono il lieto trionfo della primavera sono intessuti di sottili rimandi letterari a Dante (l’ottavo canto del Purgatorio), all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, alle Stanze di Poliziano. Forse è anche per questo che Leopardi scelse di collocare il Passero solitario prima dei canti pisano-recanatesi nei quali, invece, la condizione dell’io è il punto di partenza per un discorso che coinvolge l’uomo in generale. insieme con mille giri per il vasto cielo. IL PASSERO SOLITARIO: PARAFRASI. Tutt’intorno, la primavera risplende e si diffonde in tutta la sua pienezza nei campi, a tal punto che ad ammirarla il cuore si commuove. “Il passero solitario” di Leopardi: parafrasi e analisi del testo Tra i più famosi componimenti del poeta Leopardi, vediamo oggi insieme l’analisi del testo e la parafrasi de “Il passero solitario”. Solitario si lega a fu, nessun passero fu mai solitario su un tetto quanto lo sono io qui. 13 diletto e gioco: endiadi per tutti i piaceri cui il poeta, paragonandosi al passero solitario, confessa di aver rinunciato. Il passero solitario è una poesia autobiografica che porta in primo piano l’io del poeta. Il passero solitario è una poesia di Giacomo Leopardi probabilmente scritta negli anni 1829-1830 (sulla datazione del poema, comunque, esiste un ampio dibattito) e pubblicata nel 1835 nell'edizione napoletana dei Canti. È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo… E' una composizione che ci permette di comprendere lo stato d’animo del poeta. Questo giorno, che ormai giunge a termine, si usa festeggiare al mio paese. Leopardi Il passero solitario Parafrasi. Il passero solitario . L’analogia fra i due è fondata sulla scelta della solitudine: come il passero canta solitario, «pensoso» e «in disparte», allo stesso modo il poeta non partecipa né ai divertimenti della gioventù, né all’amore che la rende vitale e piacevole. Il passero solitario Appunto di italiano che descrive molto dettagliatamente la celebre poesia Il passero solitario scritta da Giacomo Leopardi nel 1829-1830 e pubblicata nei Canti nell'anno 1835. The pua scene isn't dissonest. tu riflessivo osservi in disparte tutto questo; non ti importa della felicità, dei compagni. - Il passero viene descritto: solitario (v .2), pensoso (v.12), solingo (v .45) - il poeta viene descritto: solitario (v .36), romito, e strano / al mio loco natio (v v.24-25) Il canto è diviso in tre strofe in cui le figure del passero e del poeta sono accomunate dalla Dalla cima dell’antico campanile. Ahimè, quanto assomiglia il mio al tuo modo di vivere! È una canzone libera di tre stanze variamente rimato, talvolta anche a metà verso (rima al mezzo), strutturata  in forma di dialogo con un alter ego nel quale il poeta si riconosce, il passero solitario, una specie di uccello nota col nome scientifico di monticola solitarius. per l’aperta campagna finchè non tramonta il sole; così che a guardarla si intenerisce il cuore. 7 Il termine “german” (dal latino germanus, a sua volta proveniente da germen, “germe”) indica i fratelli di sangue, nati dagli stessi genitori; un legame particolarmente forte, come a dire che (anche) l’amore è intrinsecamente legato all'età giovanile. Giacomo Leopardi: Il passero solitario METRO Canzone libera:• 3 strofe di endecasillabi e settenari, liberamente alternati;• Rime: poche e spesso al mezzo del verso. Tutta la poesia è incentrata su analogie, più o meno palesi, fra il passero solitario … 11 Nel clima festoso del borgo (Recanati) in festa, c’è anche l’usanza di sparare al cielo (le “ferree canne” sono appunto i fucili) dalle ville che costellano la campagna recanatase. Nell’ordinamento dei Canti, però, Leopardi ha scelto di collocarlo prima degli Idilli, quasi come un’introduzione, tenendo conto della sua origine giovanile e forse anche di altri suoi tratti caratteristici come l’ambientazione recanatese e la forte tensione autoanalitica. T13 Il passero solitario Canti, 11 Composta probabilmente nel 1829 (ma alcuni critici la datano dopo il 1831), nell’edizione napoletana dei Canti del 1835 questa lirica verrà posta da Leopardi come premessa ai “piccoli idilli” scritti tra il 1819 e il 1821, forse perché a quegli anni risale la sua prima ideazione. PARAFRASI Dalla cima dell’antica torre, o passero solitario, continui a cantare rivolto verso la campagna, finché non si fa sera e il suono melodioso si diffonde in questa valle. PARAFRASI Dall'alto della torre del vecchio campanile, tu, passero solitario, erri per la camna cantando finché viene sera; e l'armonia regna nella tua valle. 4 augelli: il termine, aulico ed arcaizzante, è voluto, come per impreziosire il quadretto idillico della primavera recanatese, e creare un’antitesi con la sofferenza del poeta. Il passero solitario è una delle più belle e note poesie di Giacomo Leopardi. Parafrasi Il passero solitario di Giacomo Leopardi È uno dei più noti tra i “grandi idilli”, scritto da Giacomo Leopardi nel 1829, dopo il suo ritorno a Recanati. dei voli, ed eviti i piacevoli divertimenti; e le risa, dolce famiglia dell’età adolescenziale, e non so perché faccio così; anzi io fuggo. Il passero solitario è una poesia di Leopardi di datazione incerta, scritta probabilmente intorno al 1829 e pubblicata per la prima volta nell’edizione dei Canti del 1835. Assai incerta e dibattuta è la datazione di questo canto. L’avvio, descrittivo e primaverile, serve a introdurre una contrapposizione sulla quale si regge tutto il discorso: da una parte il poeta-passero solitario («Oimé, quanto somiglia / al tuo costume il mio!»), dall’altra il mondo circostante, che vive gioiosamente un momento di festa. Giacomo Leopardi: Il passero solitario METRO Canzone libera:• 3 strofe di endecasillabi e settenari, liberamente alternati;• Rime: poche e spesso al mezzo del verso. che di me stesso? Il passero solitario Giacomo Leopardi PARAFRASI Dalla parte alta della torre del vecchio campanile, tu o passero solitario, erri per la campagna cantando finché viene sera; e l'armonia regna nella tua valle. Probabilmente scritta nel biennio 1829-1830, “Il passero solitario” è una delle più famose poesie di Giacomo Leopardi. 5 Costruzione vv. Qui “famiglia” - nel gioco linguistico con “german” del v. 20 - indica che “sollazzo e risa” sono generati dall’età giovanile, la più lieta della nostra vita. Grazie. nella poesia ci sono ad esempio metafore o similitudini ? Leopardi, Giacomo - Il passero solitario (4) Appunto di Italiano sulla parafrasi “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi. Nella prima strofa Leopardi si rivolge direttamente al passero,sottolineandone l’inclinazione alla solitudine e al volontario isolamento: in … Anche nel Passero solitario, come in A Silvia, Leopardi sceglie la forma dello pseudo-dialogo, cioè un dialogo fittizio, nel quale l’interlocutore – in questo caso un passero – non risponde. Ma c'è una differenza: il passero segue la sua natura ed è in questo uguale a tutti gli altri della sua specie, mentre il poeta è diverso dagli altri giovani, e sente che questa diversità, che è una scelta ma anche una costrizione, è "sbagliata". La primavera brilla tutt'intorno e si manifesta sui campi così vividamente che il cuore si intenerisce. PARAFRASI. Tra i più famosi componimenti del poeta Leopardi, vediamo oggi insieme l’analisi del testo e la parafrasi de “Il passero solitario”. Probabilmente scritta nel biennio 1829-1830, “Il passero solitario” è una delle più famose poesie di Giacomo Leopardi. 18-23: “Non curo [non mi preoccupo di] sollazzo e riso, dolce famiglia [piacevole compagnia] della novella età, e [sottointeso: non curo] te, amore, german [fratello di sangue] di giovinezza, sospiro acerb de’ provetti giorni [giorni della maturità]”. 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